Il compost: un materiale naturale da valorizzare contro l’utilizzo dei concimi chimici

Il compost è il materiale che deriva dal processo di compostaggio dei rifiuti organici: si tratta di un materiale inodore stabile e simile all’humus, ricco di materia organica, come anche di proteine e carboidrati. Il compostaggio è un processo biologico di tipo aerobico nel corso del quale i microrganismi presenti nell’ambiente attaccano e degradano la sostanza organica contenuta nelle materie prime utilizzate nella preparazione della miscela avviata al processo. I microrganismi traggono così energia per le loro attività metaboliche, dando origine ad una serie di reazioni biochimiche che liberano prodotti finali come acqua (inizialmente sotto forma di percolato e poi di vapore acqueo), anidride carbonica, sali minerali e, dopo alcuni mesi di trasformazione, sostanza organica stabilizzata ricca di humus, definita compost o compostato (dal latino compositum – costituito da più materiali). Questo processo è un vero e proprio sistema vivente che in natura si evolve spontaneamente; esempi di decomposizione spontanea sono la trasformazione della lettiera del bosco o la maturazione del letame. Questi processi sono però caratterizzati da tempi di trasformazione molto lunghi e da una certa discontinuità legata al variare delle condizioni ambientali. Il compostaggio è un processo che avviene in condizioni controllate e che si differenzia dal fenomeno naturale in quanto caratterizzato da una maggiore velocità di svolgimento e da un notevole sviluppo di calore. Al termine del processo si ottiene un residuo organico umificato (humus) che si decomporrà lentamente una volta immesso nel terreno, migliorandone le proprietà e le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche.

Cosa compostare

Le materie prime per il compostaggio sono costituite da quasi tutti i resti, gli avanzi, i residui animali e vegetali biodegradabili, ossia che possono essere digeriti dai microrganismi. Avanzi di cucina, quali residui di pulizia delle verdure, bucce, resti di frutta, pelli, fondi di caffè e filtri di the, gusci d’uovo triturati. Scarti di giardino e orto, quali: sfalcio dei prati, fogliame, legno di potatura, erbacce, fiori secchi, avanzi dell’orto. Altri materiali biodegradabili quali carta non stampata e patinata, cartone, cenere, segatura e trucioli da legno non trattato, resti di lana, penne e capelli, avanzi di cibo di origine animale (carne e pesce), cibi cotti. · Foglie di piante difficilmente degradabili (magnolia, lauroceraso, aghi di conifere, castagno, faggio), bucce di agrumi, lettiere per cani e gatti usate. La sostanza organica nel terreno, pur rappresentando una percentuale molto bassa (2-4% in peso del suolo), costituisce l’elemento fondamentale della fertilità agronomica, cioè la migliore condizione per ospitare la vita vegetale.

I vantaggi

La sostanza organica, se ben humificata, contribuisce al miglioramento delle proprietà biologiche, fisiche e chimiche di un terreno. La tecnica del compostaggio offre i seguenti vantaggi: impiega per lo più materiali di scarto di attività agricole, urbane ed industriali (prodotti a volte dannosi per l’ambiente e costosi da smaltire). Consente una restituzione al suolo di sostanza organica e procura un ritorno in termini di fertilità a medio/lungo termine non ottenibile in altro modo. Previene la produzione di inquinanti atmosferici che si genererebbero dalla combustione di questi scarti. Considerato il contenuto di elementi nutritivi (azoto, fosforo e potassio) presenti nel compost, si determina un risparmio nell’uso di concimi chimici. Può essere considerato un ottimo ammendante, utilizzato come fertilizzante in orticoltura, frutticoltura, coltivazioni industriali, florovivaismo, creazione di aree a verde pubblico e d’interesse naturalistico. 6. Contribuisce a risolvere il problema dei rifiuti in quanto il rifiuto organico è circa un terzo dei rifiuti prodotti. Recuperarlo in proprio significa diminuire i costi di smaltimento, rallentare l’esaurimento delle discariche e ridurre gli odori e il percolato da esse prodotti. I vantaggi elencati sono comunque subordinati alla conduzione dell’intero processo di compostaggio in condizioni controllate e con particolare attenzione agli aspetti gestionali, partendo dalla scelta dei materiali per la formazione della miscela, fino ad arrivare al trattamento di raffinazione finale. Inoltre con il compostaggio si evita anche l’incenerimento degli scarti organici umidi garantendo una migliore combustione e diminuendo lo spreco di energia. Si tratta dunque di una scelta importantissima non solo per la corretta gestione dei problemi ambientali, ma anche per la massima salute e vitalità del nostro orto o giardino, nonché delle nostre fioriture in vaso. Quindi recuperare le sostanze organiche presenti nei rifiuti conviene sotto ogni punto di vista: sia all’ambiente (meno inquinato da discariche e inceneritori), sia alle nostre coltivazioni e sia perché così si riducono i costi di smaltimento.

Annamaria Pirozzi