Rifiuti: le nuove normative

normative-ambientaliLa pubblicazione del Regolamento (Ue) 1357/2014 e della Decisione 2014/955/Ue ha rivoluzionato totalmente il panorama normativo sulla classificazione dei rifiuti.

L’entrata in vigore di tali norme ha imposto la verifica e l’adeguamento delle procedure gestionali, delle documentazioni inerenti la classificazione (analisi, caratterizzazioni, schede di omologa, dichiarazioni dei produttori ecc.) e, in taluni casi, anche di provvedimenti autorizzativi e di notifiche agli Enti competenti:

le ricadute gestionali ed economiche sono quindi rilevanti.

L’impatto è stato, ovviamente, forte anche per i laboratori/professionisti che forniscono prestazioni di classificazione/caratterizzazione dei rifiuti: i nuovi limiti di concentrazione, i cut-off, le note applicabili, gli eventuali criteri discrezionali previsti, hanno richiesto un drastico cambio di approccio alla valutazione dei dati analitici (ed anche alla scelta dei parametri da eseguire).

Sono ovviamente emerse, com’era prevedibile e come era già stato segnalato nelle precedenti edizioni del corso, non poche difficoltà di adeguamento, alcune dovute alla necessità di modificare prassi già non del tutto conformi al precedente quadro normativo, altre legate proprio ai contenuti delle nuove norme la cui rigidità risulta ben poco congrua con la varietà di matrici e di caratteristiche chimico-fisiche tipiche dei rifiuti, così come la loro onerosità, insostenibile per i piccoli produttori.

La risposta del sistema italiano di gestione dei rifiuti e dei diversi soggetti che lo compongono è stata piuttosto lenta, nonostante il periodo “transitorio” (dalla data di pubblicazione delle norme al 1° giugno scorso) e, soprattutto, assai diversificata e caratterizzata da un fiorire di iniziative disomogenee.

È quindi necessario un approfondimento dettagliato, che, comprendendo anche casi problematici molto diffusi, riconduca l’azione nel corretto alveo normativo e tecnico.
Franco Caucci